Guida
Voltura, subentro e cambio fornitore: tempi, costi e cosa fare con le bollette
Trasloco, acquisto di casa, un contatore chiuso da riattivare, un'offerta migliore trovata altrove: prima o poi capita a tutti di dover mettere mano all'intestazione delle utenze. E quasi sempre capita di corsa, con la sensazione di non sapere quale procedura chiedere.
Questa guida mette in fila le quattro situazioni più comuni — voltura, subentro, cambio fornitore e pagamento a rate — con i tempi previsti, le voci di costo e i punti in cui si rischia di perdere giorni o soldi. Le regole del settore sono fissate da ARERA, l'autorità che vigila su energia, reti e ambiente: dove ci sono tempi certi li trovi indicati, dove invece l'importo dipende dal fornitore te lo diciamo chiaramente.
Voltura o subentro: come capire di cosa hai bisogno
Le due procedure sembrano intercambiabili, ma partono da situazioni opposte. Sbagliare richiesta significa quasi sempre allungare i tempi.
- Voltura: il contatore è attivo e la fornitura non si interrompe. Cambia soltanto l'intestatario del contratto. È il caso tipico di chi entra in una casa dove luce e gas sono ancora attivi a nome di qualcun altro.
- Subentro: il contatore è stato chiuso dal precedente occupante e va riattivato. Si parte quindi da un nuovo contratto e serve un intervento sul contatore.
- Prima domanda da farsi: in casa c'è corrente e il gas funziona? Se sì, quasi certamente serve una voltura. Se il contatore è sigillato o a zero, serve un subentro.
Quanto tempo serve per la voltura: i giorni previsti
La voltura è l'operazione più rapida, perché non richiede di riaprire il contatore: la fornitura resta attiva e cambia solo l'intestatario. ARERA indica tempi tecnici precisi, diversi per luce e gas.
Luce: il tempo tecnico è normalmente di 5 giorni lavorativi. Entro 3 giorni lavorativi dalla richiesta completa il venditore comunica l'accettazione ed effettua le comunicazioni necessarie; la registrazione del nuovo contratto richiede altri 2 giorni lavorativi.
Gas: il tempo tecnico è normalmente di 4 giorni lavorativi. Entro 2 giorni lavorativi dalla richiesta completa il venditore comunica l'accettazione e la cessazione al precedente intestatario; per la registrazione del nuovo contratto servono altri 2 giorni lavorativi.
Attenzione a due dettagli: i giorni partono dalla richiesta completa di tutti i dati (se manca un documento il conteggio non parte) e, quando è applicabile il diritto di ripensamento, va rispettato anche quel termine. In caso di voltura con cambio venditore valgono comunque i tempi minimi di registrazione del nuovo contratto.
- Codice POD per l'elettricità o PDR per il gas (li trovi sulla bolletta del precedente intestatario o sul contatore).
- Dati anagrafici, codice fiscale e un documento d'identità di chi subentra nel contratto.
- Lettura attuale del contatore e indirizzo esatto della fornitura.
- Dati catastali dell'immobile e, se richiesto, riferimento al contratto di affitto o all'atto di acquisto.
Quanto tempo serve per il subentro: i giorni previsti
Il subentro richiede più tempo della voltura perché comporta la riattivazione del contatore da parte del distributore. I passaggi sono due: il contratto con il venditore e poi l'attivazione tecnica.
Primo passaggio, uguale per luce e gas: il venditore deve inviare la richiesta di attivazione al distributore entro 2 giorni lavorativi dalla tua richiesta. Per legge devi poter dimostrare, anche con autocertificazione, di avere titolo di proprietà, possesso o detenzione dell'immobile.
Secondo passaggio, qui la differenza è netta. Luce: il distributore deve attivare la fornitura entro 5 giorni lavorativi. Gas: il termine sale a 10 giorni lavorativi. In totale si arriva quindi a circa 7 giorni lavorativi per l'elettricità e 12 per il gas, sempre contando solo i giorni lavorativi.
Se questi termini non vengono rispettati, il cliente ha diritto a un indennizzo automatico accreditato in bolletta. Nel gas, se l'impianto è stato modificato o trasformato, i 10 giorni lavorativi decorrono da quando il distributore riceve tutta la documentazione di sicurezza prevista.
Consiglio pratico per chi trasloca: 12 giorni lavorativi sono quasi tre settimane di calendario. Fai la richiesta con almeno tre o quattro settimane di anticipo rispetto alla data in cui ti serve la casa abitabile, non il giorno del trasloco.
Quanto costano voltura e subentro
Qui serve chiarezza, perché online circolano cifre presentate come fisse che in realtà non lo sono. Il totale è la somma di voci diverse: alcune sono regolate e uguali per tutti, altre le decide il venditore.
- Oneri regolati: comprendono il contributo amministrativo e gli importi legati all'intervento del distributore. Sono stabiliti a livello di settore e non dipendono dal fornitore che scegli.
- Imposta di bollo: dovuta sul nuovo contratto secondo le regole fiscali vigenti.
- Deposito cauzionale: può essere richiesto in alcuni casi, e in genere viene evitato scegliendo l'addebito automatico sul conto. È una somma restituibile, non un costo.
- Eventuali costi commerciali del venditore: variano da azienda ad azienda e devono essere indicati nelle condizioni contrattuali.
- Il consiglio: fatti mettere per iscritto il totale prima di confermare la pratica, e confronta le voci con quelle pubblicate da ARERA nell'Atlante del consumatore, la sezione del sito ufficiale dedicata a voltura e subentro.
Cambio fornitore: quanto dura davvero
Cambiare venditore non comporta né l'intervento di un tecnico né l'interruzione della fornitura: cambia solo chi ti fattura. I tempi reali, però, sono più lunghi di quanto molti pensano: secondo ARERA per il passaggio effettivo al nuovo venditore occorrono normalmente da uno a due mesi.
Il motivo è meccanico. I cambi venditore vengono eseguiti di norma il primo giorno di ogni mese: se il nuovo venditore attiva la procedura di switching entro il giorno 10 di un mese, il cambio decorre dal primo giorno del mese successivo; se il termine viene superato, slitta di un mese intero. Esempio ufficiale ARERA: per ottenere il cambio il 1° febbraio, la procedura deve partire entro il 10 gennaio; oltre quella data, il passaggio slitta all'1 marzo.
A questo si aggiunge il diritto di ripensamento: se il nuovo contratto è stato firmato a distanza o fuori dai locali commerciali, il venditore può attivare la procedura solo dopo i 14 giorni previsti per il ripensamento (30 giorni se il contratto è stato concluso durante una visita a domicilio non richiesta), a meno che tu non chieda di partire subito.
La legge fissa comunque un limite massimo: il cambio deve avvenire entro tre settimane dalla richiesta, e ARERA ha approvato una riforma del processo nel settore elettrico che riduce la procedura tecnica a 24 ore di un giorno lavorativo per i clienti domestici non morosi, restando entro il limite complessivo delle tre settimane. Nella pratica, però, conviene fare i conti con la regola del primo giorno del mese: firma all'inizio del mese se vuoi partire da quello successivo.
Due cose da sapere: non devi inviare tu la disdetta al vecchio fornitore, se ne occupa il nuovo; e dopo il passaggio riceverai comunque una bolletta di chiusura dal precedente venditore, che arriva di norma entro poche settimane dalla data del cambio e non è un doppio addebito.
Dilazione e rateizzazione: quando la bolletta si può pagare a rate
Il pagamento a rate non è sempre una concessione commerciale: in alcune situazioni previste dalla regolazione è un diritto del cliente. Il caso tipico è la bolletta anomala, cioè quella che arriva molto più alta del solito per un conguaglio dovuto a letture mancate o a fatturazioni tardive del venditore.
In quei casi si può chiedere al venditore la rateizzazione dell'importo; sulle somme rateizzate possono essere applicati interessi nei limiti previsti dalla regolazione. Al di fuori di questi casi, il piano di rientro resta una possibilità che il fornitore può concedere secondo le proprie condizioni.
Le condizioni precise, gli importi e i casi in cui la rateizzazione è obbligatoria sono descritti nelle pagine dedicate dell'Atlante del consumatore di ARERA, che è la fonte da consultare prima di accettare una proposta.
- Chiedi la rateizzazione prima della scadenza indicata in bolletta, non dopo: a pagamento scaduto entrano in gioco le procedure di morosità.
- Metti la richiesta per iscritto (area clienti, PEC o email) e conserva la conferma.
- Verifica sempre se l'importo è davvero corretto: se sospetti un errore di lettura, puoi presentare reclamo scritto al venditore.
- Se il venditore non risponde o la risposta non ti soddisfa, esistono strumenti gratuiti come lo Sportello per il consumatore energia e ambiente e la conciliazione.
Gli errori che costano di più
- Chiedere il subentro quando bastava la voltura: la fornitura viene chiusa e riattivata, con tempi e costi maggiori.
- Fare la voltura senza comunicare la lettura del contatore: si rischia di ereditare consumi non propri.
- Rimandare la pratica al giorno del trasloco: se serve un intervento tecnico, si resta senza luce o gas.
- Dimenticare la data di scadenza della bolletta durante il passaggio: proprio nei mesi di voltura o cambio fornitore le fatture arrivano fuori dal ritmo abituale ed è facile saltarne una.
- Ignorare la bolletta di chiusura del vecchio fornitore: resta dovuta e, se non pagata, può generare solleciti.
Il modo più semplice per non perdere tempo e denaro
Quasi tutti i problemi elencati sopra nascono da una data dimenticata: la scadenza di una bolletta, il giorno in cui scade la richiesta, il termine entro cui rispondere a una comunicazione del fornitore.
Quando hai in corso una voltura, un subentro o un cambio fornitore, annota subito le date che contano e imposta un promemoria con qualche giorno di anticipo. Con MiRicordi puoi salvare la scadenza una volta sola e ricevere l'avviso sul telefono anche ad app chiusa, senza doverci pensare ogni mese.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra voltura e subentro?
La voltura cambia l'intestatario di una fornitura attiva, senza interrompere il servizio. Il subentro serve invece quando il contatore è stato chiuso e va riattivato: si stipula un nuovo contratto e in alcuni casi serve un intervento del distributore.
Quanto tempo ci vuole per la voltura di luce e gas?
Secondo ARERA il tempo tecnico è normalmente di 5 giorni lavorativi per l'elettricità (3 giorni lavorativi per l'accettazione del venditore più 2 per la registrazione del contratto) e di 4 giorni lavorativi per il gas (2 più 2). I giorni decorrono dalla richiesta completa di tutti i dati: POD o PDR, lettura, documenti.
Quanti giorni servono per il subentro?
Il venditore invia la richiesta di attivazione al distributore entro 2 giorni lavorativi. Il distributore deve poi attivare la fornitura entro 5 giorni lavorativi per l'elettricità ed entro 10 giorni lavorativi per il gas. In totale circa 7 giorni lavorativi per la luce e 12 per il gas; se i termini non sono rispettati spetta un indennizzo automatico in bolletta.
Quanto costa fare una voltura o un subentro?
Il totale somma oneri regolati, imposta di bollo, eventuale deposito cauzionale ed eventuali costi commerciali del venditore. Non esiste una cifra unica valida per tutti i fornitori: chiedi il preventivo scritto e confronta le voci con quelle pubblicate da ARERA nell'Atlante del consumatore.
Quanto dura il cambio fornitore?
Il diritto di cambiare fornitore è garantito entro un massimo di tre settimane dalla richiesta, cioè 21 giorni; il passaggio decorre di norma dal primo giorno del mese successivo. Per l'elettricità ARERA ha approvato una riforma che riduce la procedura tecnica a 24 ore di un giorno lavorativo per i clienti domestici non morosi.
Devo disdire il vecchio contratto quando cambio fornitore?
No: nel cambio fornitore è il nuovo venditore a occuparsi del passaggio. Riceverai però una bolletta di chiusura dal precedente fornitore, relativa ai consumi fino alla data del cambio: va pagata regolarmente.
Posso pagare la bolletta a rate?
In alcuni casi previsti dalla regolazione, come una bolletta di conguaglio molto elevata dovuta a letture mancate o a fatturazioni tardive, puoi chiedere la rateizzazione al venditore; sulle somme rateizzate possono essere applicati interessi nei limiti previsti. Negli altri casi dipende dalle condizioni del fornitore. Chiedi sempre prima della scadenza indicata in bolletta.
Cosa posso fare se il fornitore non rispetta i tempi?
Presenta un reclamo scritto al venditore. Se non ricevi risposta o non ti soddisfa, puoi rivolgerti gratuitamente allo Sportello per il consumatore energia e ambiente e al servizio di conciliazione. In alcuni casi di mancato rispetto degli standard di qualità sono previsti indennizzi automatici.