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Per quanto tempo conservare bollette, scontrini e documenti

È la domanda che torna ogni volta che riordini un cassetto: questa bolletta la butto o la tengo? E questo scontrino? La risposta cambia da documento a documento, perché ogni categoria ha tempi diversi legati alla prescrizione, al fisco o alla garanzia.

Questa guida riassume i tempi di conservazione più comuni per i documenti di casa, in forma pratica. Attenzione: i periodi possono variare in base al tipo di documento, alla tua situazione fiscale o a eventuali contestazioni in corso — in caso di dubbi specifici vale sempre la pena chiedere a un professionista o consultare le indicazioni ufficiali dell'Agenzia delle Entrate.

Tabella riepilogativa dei tempi di conservazione

Ecco i periodi indicativi per i documenti più comuni. Come vedrai sotto, alcune categorie hanno eccezioni importanti.

  • Bollette di luce, gas, acqua e telefono (utenze domestiche): 2 anni, meglio 5 in caso di dubbi o contestazioni
  • Bolletta della TARI (tassa sui rifiuti): 5 anni
  • Modello 730, dichiarazione dei redditi e documenti fiscali: 5 anni
  • Scontrini e ricevute di acquisto: fino alla fine della garanzia (di norma 2 anni)
  • Estratti conto bancari: 10 anni
  • Contratti di affitto, mutuo e atti di compravendita: finché il rapporto è attivo, più 10 anni
  • Buste paga e cedolini: per tutta la vita lavorativa
  • Certificati e documenti personali (atti, successioni, ristrutturazioni): da conservare a tempo indeterminato

Bollette di luce, gas, acqua e telefono

Per le utenze domestiche la prescrizione dei pagamenti è scesa a 2 anni: oltre quel termine il fornitore non può più richiedere il pagamento di fatture arretrate. In pratica, trascorsi 2 anni dalla scadenza di una bolletta puoi in linea generale eliminarla.

C'è però un ma: se ricevi un sollecito, un avviso di morosità o è in corso una contestazione, la conservazione diventa essenziale per dimostrare che hai pagato. Per questo molti preferiscono tenere le bollette 5 anni, soprattutto quelle più recenti, e buttare solo ciò che è più datato.

Consiglio pratico: conserva soprattutto le prove di pagamento (ricevute, estratti conto con l'addebito) per le bollette più recenti, e in caso di contenzioso non buttare nulla finché la questione non è chiusa.

La bolletta dei rifiuti (TARI)

La TARI è un tributo, non una normale utenza: il comune può recuperare il mancato pagamento fino a 5 anni dopo. Le ricevute della tassa sui rifiuti vanno quindi conservate per 5 anni.

Vale la stessa regola per altri tributi locali come l'IMU: anche qui il termine è 5 anni. Se hai cambiato casa, conserva le ricevute delle vecchie abitazioni per lo stesso periodo.

Documenti fiscali: 730 e dichiarazione dei redditi

Il 730 e la dichiarazione dei redditi, con tutti i documenti giustificativi (scontrini di farmaci, ricevute di spese mediche, fatture di lavori detraibili, attestazioni di interessi sul mutuo), vanno conservati per 5 anni.

Il termine preciso: l'Agenzia delle Entrate può controllare la dichiarazione fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione. Se non hai presentato la dichiarazione o in caso di irregolarità più gravi, il termine si allunga (in genere fino a 7 anni).

Le detrazioni pluriennali fanno eccezione pratica: le spese di ristrutturazione si detraggo in 10 anni, quindi le relative fatture conviene conservarle per almeno 10 anni più il periodo di controllo.

Scontrini, ricevute e garanzia

Lo scontrino è la prova d'acquisto: per qualsiasi prodotto coperto dalla garanzia legale di 2 anni va conservato per tutta la durata della garanzia. Se hai acquistato un'estensione di garanzia, conservalo fino alla scadenza dell'estensione.

Per gli acquisti tra privati di beni usati la garanzia di legge è più breve (di norma 1 anno, salvo accordi diversi), quindi lo scontrino serve per un periodo più corto.

Gli scontrini fiscali "da bar o ristorante" e le piccole spese quotidiane non detraibili non hanno motivo di essere conservati: si possono buttare subito, salvo necessità di reso o cambio prodotto.

Documenti personali e bancari

Gli estratti conto bancari vanno conservati per 10 anni: è il termine di prescrizione ordinaria che riguarda i rapporti bancari e la prova di pagamenti e movimenti.

Le buste paga e i cedolini meritano un discorso a parte: servono a documentare la carriera lavorativa e i versamenti previdenziali. La regola prudente è conservarli per tutta la vita lavorativa, idealmente insieme alle lettere di assunzione e ai contratti.

Contratti di affitto, mutui, atti di compravendita, certificati di successione e documenti di ristrutturazione vanno conservati finché il rapporto è attivo, e comunque per almeno 10 anni dopo la sua conclusione. Documenti come atti notarili e certificati anagrafici sono da conservare a tempo indeterminato.

Altri documenti importanti

  • Documenti dell'auto (carta di circolazione, ricevute del bollo): finché possiedi il veicolo; le ricevute del bollo conviene tenerle per 3 anni
  • Polizze assicurative: per tutta la durata del contratto, più qualche anno dopo la scadenza per eventuali contestazioni
  • Ricevute di pagamento di condominio: 5 anni
  • Fatture dei lavori in casa con detrazione: almeno 10 anni più il periodo di controllo fiscale
  • Referti e documentazione sanitaria: non ha termini di conservazione, ma è utile conservarla nel tempo per avere un quadro completo della propria storia medica

Il trucco: archiviare una volta, ricevere l'avviso al momento giusto

Sapere per quanto tempo conservare un documento risolve solo metà del problema. L'altra metà è ricordarsene: quante volte hai messo una bolletta in un cassetto "per sicurezza" per poi ritrovarla anni dopo, quando non serviva più a nulla?

Con MiRicordi puoi fotografare la bolletta, lo scontrino o il documento e archiviarlo nell'app, aggiungendo le informazioni utili: di che cosa si tratta, da quanti anni va conservato e da quando puoi buttarlo. Imposti poi un promemoria con la data giusta e l'app ti avvisa quando è arrivato il momento di eliminarlo — o di occuparti di nuovo di quel documento.

MiRicordi è un'app di promemoria e organizzazione personale: non è un consulente fiscale, un commercialista o un servizio ufficiale. I tempi di conservazione indicati in questa guida sono un riferimento generale; per la tua situazione specifica fanno sempre fede le indicazioni ufficiali e il parere di un professionista.

Domande frequenti

Per quanto tempo si conservano le bollette?

Per le utenze domestiche (luce, gas, acqua, telefono) la prescrizione è di 2 anni: oltre quel termine il fornitore non può più richiedere arretrati. In caso di contestazioni o dubbi, molti preferiscono conservare le bollette per 5 anni.

Per quanto tempo conservare la bolletta dei rifiuti (TARI)?

Per 5 anni: essendo un tributo, il comune può richiedere il mancato pagamento entro 5 anni. Conserva anche le ricevute delle case precedenti per lo stesso periodo.

Per quanti anni conservare il 730?

Per 5 anni: l'Agenzia delle Entrate può controllare la dichiarazione fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla presentazione. Se la dichiarazione non è stata presentata o ci sono irregolarità, il termine può allungarsi fino a 7 anni.

Quanto tempo tenere gli scontrini per la garanzia?

Per tutta la durata della garanzia legale, che è di 2 anni per i beni nuovi acquistati da un venditore (1 anno per l'usato tra privati, salvo accordi). Se hai un'estensione di garanzia, conserva lo scontrino fino alla sua scadenza.

Cosa posso buttare subito?

Gli scontrini delle piccole spese quotidiane non detraibili, le ricevute di servizi già pagati e non contestabili, e i documenti la cui prescrizione è chiaramente decorsa. In caso di dubbio, meglio conservare un anno in più che buttare troppo presto.

Come ricordarmi quando un documento si può eliminare?

Fotografandolo in un'app come MiRicordi e impostando un promemoria alla data giusta: quando arriva l'avviso, sai che quel documento ha esaurito il suo scopo.

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